Da Castello alla Via Regia, per Monte Favà

Escursione effettuata il giorno 17 agosto 2010.

 

L'itinerario visto su Google Earth

 

Si può partire da Coloretta ed utilizzare, al posto della Strada Provinciale per Castello, quella che doveva essere l’antica e più diretta via, ancora riconoscibile nell’ultimo tratto (ovvero la salita che sbuca proprio ai piedi della Chiesa di Castello).

 

La vecchia mulattiera tra Coloretta e Castello

 

Si passa dentro l’abitato di Castello, con le antiche case restaurate, e si esce attraverso una bella mulattiera, contornata da maestosi esemplari di cerro e acero campestre. Tra gli arbusti dominano nocciolo e biancospino.

 

Dentro al borgo di Castello

 

Si procede in leggera salita su strada lastricata, tra campi in parte coltivati, in parte utilizzati a sfalcio o a pascolo, sino a Ca Barotta. Qui si prende a sinistra, per la strada che sale decisa su un ampio crinale, all’ombra di boschetti di nocciolo prima , quindi a carpino ed orniello. La direzione è sempre quella di massima pendenza, lasciando quindi perdere i vari bivi che si incontrano sul percorso.

 

Campi arati a Castello

 

Dopo aver percorso meno di 1 km da Castello si arriva ad alcune case diroccate: prendendo la sterrata a destra in breve tempo si giunge alle cascine di Monte Favà, ed il paesaggio si fa più dolce, e pure il cammino. Purtroppo la strada ora è carreggiabile, ma, procedendo sempre in salita ai vari bivi che si incontrano, si giunge presto (dopo circa 400 m di asfalto) a riprendere lo sterrato. Rimanendo sullo sterrato di mezza costa che va sinistra in direzione sud-est si giungerebbe a Foce Venà, ma noi procediamo a destra, in salita, in direzione sud-ovest, per l’antica ed ampia mulattiera lastricata.

 

"Dolci" pascoli a Monte Favà

 

La camminata rimane impegnativa: dapprima perché l’acciottolato è purtroppo ormai in gran parte divelto; quindi per i diversi affioramenti rocciosi, che conferiscono al sentiero un aspetto particolarmente selvaggio. La strada mantiene sempre una tale ampiezza da lasciarci ipotizzare un importante utilizzo nel passato negli spostamenti del bestiame.

 

Affioramenti rocciosi sulla mulattiera

 

Le specie arboree dominanti sono in questo tratto l’acero di monte ed il frassino, con presenza, tra gli arbusti, di prugnolo, biancospino e rosa canina.

In prossimità della Foce di Cavagina la salita spiana, il paesaggio si apre ai pascoli di crinale, sino allo scollinamento proprio in prossimità del rimboschimento a conifere presente sul versante ligure.

 

"A Fuxe di Cavagina"

 

Il percorso di ritorno più naturale, dal punto di vista escursionistico, sarebbe stato quello di prendere la Via Regia (la sterrata di crinale) verso sud, e, superato il Monte Pelosone, prendere presso la Foce d’Inqua, l’altro sentiero diretto a Monte Favà. Purtroppo, come testimoniato dalla mia traccia Gps, è stato impossibile superare lo sbarramento di arbusti che hanno invaso il percorso. Per cui, a meno di non allungare notevolmente l’escursione, si riprende la medesima mulattiera dell’andata e si torna a Monte Favà.

 

Traccia Gps su Google Maps

 

Da Monte Favà si può però utilizzare la strada diretta per Coloretta, una bella mulattiera, spesso dotata dell’originale selciato, che si prende facendo a ritroso tutto il tratto asfaltato, oltrepassando la stalla attraverso la sterrata e, arrivati al punto in cui per andare a Castello si dovrebbe prendere – a sinistra – la mulattiera (appena prima delle case diroccate), si prosegue invece a destra in direzione nord-est.

Dapprima attraverso ambienti aperti, e quindi al riparo di un castagneto e di un rimboschimento ad Abete Douglas, si giunge abbastanza velocemente a Coloretta.

DATI TECNICI

Lunghezza del percorso: 6,7 km

Tempo di percorrenza: 2h 50′ (andata e ritorno)

Vai al profilo altimetrico

Vedi il percorso guidato su Google Maps

Scarica la traccia in formato .gpx (per leggerla su Gps)

Scarica la traccia in formato .kml

Scarica il percorso guidato in formato .kmz (per vederlo su Google Earth)

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Il crinale del Monte Mazzerino

Escursione effettuata il giorno 17 agosto 2010.

Breve percorso su facile crinale, tra boschi e pascoli al confine tra le valli del Gordana e di Rossano.

L'itinerario visto su Google Earth

Si parte dalla Cascina Bertagna, dove la strada da Coloretta per Rossano scollina in direzione Piagna. Si può procedere direttamente sulla sterrata che sale per il crinale, oppure (come ho fatto io per non disturbare due bei cavalli con il loro puledro) prendere sulla sinistra la sterrata che procede in piano sul versante Gordana, all’interno di un fitto bosco di castagni.

Casa Bertagna, a sinistra la sterrata di inizio percorso

Dopo circa 400 metri, prima che la sterrata cominci a scendere si prende la mulattiera sulla destra che procede in quota (tra ornielli, prugnoli e biancospini). Dopo circa 200 metri, in prossimità di un fosso, si incontra uno sbarramento per gli animali che sgancio e riaggancio e proseguo questa volta decisamente in salita. Presto si esce dal bosco, su magri pascoli, e si incontra una cascina abbandonata. Si prende per la linea di massima pendenza e si raggiunge il crinale dove si prosegue in direzione nord-est.

Il versante nord del Monte Mazzerino, in avvicinamento al crinale

Di qui in avanti la vista si apre sulla vallata di Rossano, procedendo tra pascoli, affioramenti rocciosi e qualche boschetto di castagni e carpini, aggirando a sud est la vetta del Mazzerino.

Il crinale in prossimità della vetta del Monte Mazzerino

Si giunge quindi al fitto bosco di conifere (abetete douglas e pino nero) prima dell’ultimo montarozzo che ci separa dal passo della Mistadella e dai pascoli di Pradalinara. Il sentiero si perde nel fitto del bosco e bisogna quindi scegliere tra due possibilità: la prima è quella di raggiungere sulla destra (direzione sud, quindi) la strada asfaltata, che a questo punto corre vicinissima; la seconda (da me scelta) è quella di aggirare verso nord il bosco per riprendere il sentiero che decorre precisamente al confine del rimboschimento, sul versante nord.

Il sentiero che decorre sul versante nord del rimboschimento a conifere

Il sentiero prende a scendere portandoci verso nord, per cui quando dopo circa 800 metri incontriamo una ampia sterrata la prendiamo a destra, in salita, per giungere in breve al Passo della Mistadella, sfiorando i prati di Pradalinara.

I pascoli di Pradalinara, termine del nostro percorso

Per chiudere l’anello e tornare al punto di partenza non ho trovato di meglio che percorrere in senso inverso la strada asfaltata che incrociamo al passo della Mistadella.

DATI TECNICI

Lunghezza del percorso: 7 km

Tempo di percorrenza: 2h 20′ (intero anello)

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